Latina, rifiuti d'oro: altri sette arresti
per la discarica Indeco

La discarica Indeco a Borgo Montello
LATINA - Sette nuove ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sui rifiuti d'oro. Nelle prime ore del mattino, su delega del sostituto procuratore di Latina Luigia Spinelli, la Squadra mobile della Questura ha eseguito sette ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, emesse dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, a carico dei vertici del gruppo Green Holding di Milano, del quale fa parte la società Indeco che gestisce una delle due discariche di Borgo Montello.



I reati contestati vanno dal falso ideologico alla frode in pubbliche forniture nonché alla truffa aggravata dall'essere stata commessa in danno dei Comuni pontini che hanno conferito rifiuti negli invasi del Montello gestiti dalla Indeco.



Le indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Latina e coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo pontino hanno permesso di smascherare un articolato meccanismo truffaldino messo in piedi dal management della Green Holding con la complicità degli amministratori di un’altra società del predetto gruppo industriale (Alfa Alfa), riconducibile alla famiglia Grossi che controlla la Green Holding.



La maxitruffa sarebbe statat architettata attraverso altre società del gruppo milanese (Adami srl e Raps Sas) inducendo la Regione Lazio in errore nella determinazione della tariffa d’ingresso del rifiuto in discarica.



In particolare gli investigatori della Squadra mobile hanno accertato nel corso delle indagini una sovrastima dei costi per noleggio dei mezzi d’opera necessari allo smaltimento dei rifiuti nella discarica.



L'amplificazione fittizia dei costi ha determinato una quantificazione della tariffa maggiore rispetto a quella che sarebbe stata applicata ove fossero stati computati i costi reali, con conseguente danno per i Comuni conferenti.



Le società locataria dei mezzi d'opera è risultata la Alfa Alfa srl., il cui presidente del consiglio di amministratore è Simona Grossi, sorella di Andrea, che è risultato consigliere delegato.



I provvedimenti restrittivi sono stati emessi in seguito alle fonti di prova raccolte all’esito delle perquisizioni disposte dall’autorità giudiziaria di Latina lo scorso 16 ottobre, allorché è stata sequestrata copiosa documentazione.



Nell’occasione l’autorità giudiziaria ha disposto altresì il sequestro delle quote sociali della società Indeco srl in quanto la disponibilità delle stesse è verosimile che possa aggravare gli effetti della condotta illecita rilevata, nonché arrecare ulteriori danni alla collettività.



E' stata inoltre delegata alla Mobile l'acquisizione presso gli uffici della Regione Lazio delle polizze fideiussorie dovute da Indeco a tutela degli impegni finanziari riguardanti la gestione post-mortem del Bacino S4 tenendo conto che quest'ultimo è stato autorizzato ad un innalzamento che ha consentito di abbancare ulteriori 600 tonnellate circa di rifiuti, con conseguente importo da garantire pari a circa 36 milioni di euro.



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Mercoledì 26 Novembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 27-11-2014 09:25

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