Usa, aeroporti in tilt per blackout al sistema informatico: «Possibile attacco hacker»

Il sistema aeroportuale degli Usa è rimasto paralizzato dopo un blackout informatico durato due ore: ad andare in tilt sono stati i desk che verificano le immigrazioni in diversi scali. L'emergenza è scattata lunedì alle 7.20 della costa orientale ed è durata due ore, tra l'1.30 e le 3.30 italiane. Un blocco che ha causato disagi considerevoli, provocando lunghe code per i viaggiatori che entravano negli Stati Uniti dopo le vacanze di fine anno. «Al momento non sappiamo dire se si sia trattato di un problema di natura malevola» ha scritto su Twitter l'agenzia che si occupa della sicurezza aeroportuale, che non ha aggiunto spiegazioni circa la causa dell'incidente. Al momento la pista dell'attacco hacker non è stata esclusa, anche perché non si è fatto alcun accenno alla possibilità di qualsiasi altro malfunzionamento.

Numerosi i viaggiatori in attesa di entrare negli Stati Uniti che hanno pubblicato foto sui social media di lunghe code all'aeroporto John F. Kennedy di New York e all'aeroporto internazionale di Atlanta, Hartsfield-Jackson. «Nessuno ha superato i desk che verificano le immigrazioni dell'aeroporto JFK nell'ultima ora. Ci sono circa 100 persone in fila. Sembra che il loro sistema sia andato in down. Buon anno!» si leggeva in un tweet di Jessica Yang, program manager di Microsoft. Disagi anche ad Atlanta, Seattle, Denver e Miami. «Le operazioni stanno tornando alla normalità dopo cheun problema ai computer della @CustomsBorder sono stati risolti. Il blocco ha colpito altri aeroporti degli Stati Uniti. Grazie per la vostra pazienza» si legge sull'account ufficiale del Miami International Airport. Un'interruzione dei computer simile a quello registrato nelle scorse ore si era registrata un anno fa.

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