Roma, falle nei database e furbetti: ecco come la Tari viene aggirata

Qualche mese fa nel I Municipio è emerso che il 50 per cento delle utenze domestiche non pagava la Tari. Semplicemente non risultava nelle banche dati. Bar, negozi, ristoranti che ogni giorni alzano le serrande e sono visibili da tutti, riuscivano a nascondersi quando si trattava di versare il dovuto per i rifiuti. Altro esempio: solo nella zona del Pantheon tre anni fa venne scoperto che il 70 per cento degli operatori o non pagava le bollette della la Tari o proprio era un fantasma, non esisteva. Basta questo scenario, per capire che quanto verificato in questi giorni al VI e al X Municipio è un fenomeno che non conosce confini, omogeneo tra centro e periferia. Con una postilla: il buco nero della Tari è anche l'effetto del dialogo inesistente tra le banche dati. Da una parte magari viene registrato il cambio di residenza, dall'altra però non viene mandata la bolletta della tariffa dei rifiuti.

RITRATTO
E tra le utenze domestiche, qual è l'identikit di chi neppure riceve le bollette dalla Tari (solo nel VI Municipio s'ipotizza un tasso di evasione totale del 30 per cento)? In alcuni aree vi è un'alta concentrazione di clandestini, di persone che vivono ai margini; vi sono immigrati che magari vivono ammassati in un appartamento affittato in nero che formalmente risulta libero. Altro fenomeno molto diffuso: lo studente fuori sede. Anche in questo caso, alloggio affittato in nero, appartamento formalmente vuoto. Attenzione, tutta questa casistica - il negoziante che fa il furbo, il palazzo dove solo la metà risulta pagare la Tari, le case dove abitano senza risultare alla banca dati immigrati o studenti - non provocano solo un danno economico alla città, ma sono anche una delle cause del caos rifiuti. Sia chiaro: prima di ogni altra cosa vengono mancanza di impianti, sistema di raccolta e smaltimento fragile, lacune dell'Ama. Però anche questo contribuisce: il numero dei cassonetti o dei passaggi del porta a porta viene organizzato sulla base delle utenze non su quelle reali che producono spazzatura. Se in una determinata strada gettano rifiuti in 100, ma all'Ama risulta che ci sono 50 abitanti è evidente che si crea un problema di insufficienza del servizio. In centro, poi, c'è un altro fenomeno in crescita che va a ingrossare l'esercito dei fantasmi della Tari: la moltiplicazione di b&b e case vacanze per turisti non in regola, completamente abusive.

«Comunque - racconta Roberto Romanella, presidente del VI Municipio, dove a fine mese sarà concluso il monitoraggio - sbagliate se pensate che un numero così alto di fantasmi siano effetto della presenza di fasce di emarginazione: in realtà, tra chi non paga, ci sono molti che semplicemente fanno i furbi. Per questo è importante il censimento in corso». Anche se poi avviare il nuovo sistema di differenziata coinvolgendo anche le utenze fantasma sarà assai complicato. Previsione: il via reale ci sarà non prima di maggio-giugno.
Ma la fuga dalla Tari è sempre colpa dell'utente che fa il furbo? No. «Da due anni ho cambiato la residenza, imploro Ama di mandarmi i bollettini, ma è inutile», racconta una cittadina. Dialogare con l'azienda è spesso un'impresa e c'è chi si ritrova a diventare un fantasma anche senza volerlo.
 

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