La suocera morì in piscina, sei anni dopo l'ex calciatore Chierico testimonia in tribunale

Si è ritrovato in un'aula di tribunale a sei anni da una disgrazia familiare. Nell'estate del 2011 la suocera morì annegata nella piscina di un hotel dalle parti di via Valleranello nella periferia sud. E ieri l'ex calciatore della Roma Odoacre Chierico, uno dei protagonisti del mitico scudetto del 1983, si è ritrovato a ricordare il dramma di quel giorno di fronte al giudice monocratico, nel processo che vede imputata S.M., responsabile legale della struttura, accusata di omicidio colposo per negligenza. Secondo i pm, la donna non avrebbe predisposto un adeguato servizio di sorveglianza alla piscina, utilizzata spesso da Chierico e dai suoi famigliari, causando così la morte dell'anziana signora, annegata. «Ci sarò stato una miriade di volte, col proprietario eravamo amici», ha spiegato Chierico, che con la casacca giallorossa ha disputato 77 partite fra l'81 e l'85, fra cui quella della maledetta finale di Coppa Campioni nel 1984 in cui avrebbe dovuto tirare il quinto rigore contro il Liverpool. Del giorno della tragedia, Chierico non ha potuto fornire particolari dettagli,«non ero presente». Ma solo deduzioni sulla base della sua esperienza. «Non ho mai visto dei veri e propri bagnini. C'erano degli addetti che si occupavano un po' di tutto. La piscina non era molto profonda, al massimo un metro e settanta, ma mia suocera era più bassa. Anche quel giorno non c'era un bagnino. Se ci fosse stata una qualsiasi persona oggi sarebbe ancora viva».
 

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