Rifiuti, porta a porta a rischio paralisi: in 5 municipi è già emergenza

I primi romani chiamati a testare direttamente gli effetti dell'accordo di ieri tra Campidoglio, Ama e sindacati, già nei prossimi giorni, sono gli abitanti di cinque municipi della Capitale: IV (Tiburtino-San Basilio), VI (Tor Bella Monaca-Torre Angela), IX (Eur-Torrino-Laurentino), X (Ostia-Acilia) e XV (Cassia-Giustiniana). Qui l'azienda di via Calderon de la Barca, per tamponare i prevedibili disservizi del periodo natalizio, si era rivolta al mondo delle imprese e delle cooperative per chiedere aiuto sul fronte della raccolta differenziata, anche porta a porta, fino alla fine di gennaio.

I DISSERVIZI
Un'apertura al mercato esterno, nel solco della delibera del 2015, che rappresentava anche un'implicita ammissione, da parte della municipalizzata, della necessità di rivolgersi ai privati per migliorare il servizio nella Capitale. Ora, mentre in città l'emergenza natalizia non è ancora risolta, in queste zone si dovrà fare a meno delle imprese che avevano ottenuto l'affidamento dall'Ama. Con la prevedibile conseguenza che il servizio di raccolta dei rifiuti, soprattutto il porta a porta, proceda molto più a rilento, in un periodo già difficile per lo smaltimento dell'immondizia romana. Per adesso la percentuale di servizi esternalizzati è ancora molto bassa, meno del 10 per cento, ma sarà nuovamente azzerata.

L'ESPANSIONE
Il passo successivo a rischio, in questo contesto, è la rivoluzione annunciata per febbraio nei municipi VI e X: porta a porta per tutti con tre passaggi settimanali, orari da rispettare altrimenti ci si tiene la spazzatura in casa, contenitori dotati di tag che leggeranno quanti rifiuti si producono in ogni casa e, in base a quei dati, moduleranno la Tari dell'utenza corrispondente.

I RITARDI
L'innovazione, destinata a espandersi gradualmente in tutta la città, sta già scontando alcuni ritardi tecnici. Ma gli stessi sindacati avevano fatto notare che, impegnando personale aggiuntivo dell'Ama su questo progetto, si sarebbe inevitabilmente sguarnita di operatori la normale attività quotidiana della municipalizzata. In mancanza di supporto dall'esterno, la coperta corta dell'azienda capitolina potrebbe realisticamente ripercuotersi ulteriormente sul servizio, oppure rendere ancora più difficile l'espansione del porta a porta e, di conseguenza, la tanto attesa crescita della raccolta differenziata.

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