Papa, l'appello di inizio anno: «Non spegnere la speranza nel cuore dei migranti»

Prima gli auguri al popolo italiano «per un anno di serenità e di pace, illuminato dalla costante benedizione di Dio», poi il ringraziamento al presidente Mattarella per avere ricordato la sfida ambientalista contenuta nella sua enciclica Laudato Sii e, infine, l'ennesimo grido di dolore per la massa di poveri migranti, «i nostri fratelli e sorelle», che premono alle porte dell'Europa alla ricerca di un varco e un avvenire migliore. Il primo giorno del 2018 di Papa Bergoglio ospita un richiamo alla coerenza per tutti i cristiani. Cita il Vangelo che riconduce alla stalla di Betlemme, con “i pastori che arrivano in fretta e trovano Maria, Giuseppe e il Bambino; e riferiscono l’annuncio dato loro dagli angeli” che va accolto “non superficialmente ma nel cuore". Ci indica – ha ripetuto il Papa - il vero modo di ricevere il dono di Dio: conservarlo nel cuore e meditarlo.

Il tema della giornata che apre l'anno è dedicato alla pace ed è condensato in un corposo messaggio che il Vaticano ha presentato il mese scorso, intitolato: «Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace», un testo dedicato a quei 250 milioni che in tutto il mondo, «che cercano un luogo dove vivere in pace». E per trovarlo «sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso, a subire fatiche e sofferenze, ad affrontare reticolati e muri innalzati per tenerli lontani dalla meta». Nel messaggio Francesco denuncia anche con durezza «quella retorica che enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza dei nuovi arrivati, disprezzando così la dignità umana che si deve riconoscere a tutti, in quanto figli e figlie di Dio». E aggiunge: «Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anziché costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia, che sono fonte di grande preoccupazione per tutti coloro che hanno a cuore la tutela di ogni essere umano».

Affacciato alla finestra del Palazzo Apostolico per l'Angelus del primo gennaio, il Papa ha così di nuovo dato voce alle sue preoccupazioni. «Desidero, ancora una volta, farmi voce di questi nostri fratelli e sorelle che invocano per il loro futuro un orizzonte di pace. Per questa pace, che è diritto di tutti, molti di loro sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso, ad affrontare fatiche e sofferenze. Non spegniamo la speranza nel loro cuore; non soffochiamo le loro aspettative di pace! È importante che da parte di tutti, istituzioni civili, realtà educative, assistenziali ed ecclesiali, ci sia l’impegno per assicurare ai rifugiati, ai migranti, a tutti un avvenire di pace».

Il motto che accompagna il 2018 secondo il Papa deve essere «generosità». Ad ascoltarlo ci sono migliaia di fedeli ma la piazza è sguarnita, visibilmente semi vuota, forse a causa del freddo e del maltempo. 

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