Palermo, esami pilotati per l'abilitazione all'imbarco ​dei marinai: 12 arresti, beni sequestrati anche a San Marino

"Pilotati" gli esami di abilitazione per l'imbarco dei marinai: 12 misure cautelari a Palermo dopo le indagini coordinate dalla Procura ed eseguite dalla Guardia costiera e dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Palermo. Beni e quote societarie per un controvalore da un milione 250mila euro sequestrati sul territorio italiano e della Repubblica di San Marino.
 
Secondo gli inuqirenti, dieci pubblici ufficiali, in ruoli-chiave ai fini del rilascio delle abilitazioni per l’imbarco da assegnare ai marinai (anche quelli in servizio su lussuose navi da crociera), erano in combutta per falsificare documentazione e passaggi vari, favorendo gli “amici degli amici”. Il tutto veniva articolato attraverso un noto centro di formazione, docenti, uomini di mare, elementi in seno alla stessa Capitaneria di porto di Palermo e altri interni alla Commissione esaminatrice per il rilascio delle autorizzazioni
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Sono 59 i diversi episodi contestati che integrerebbero le ipotesi di reato di corruzione, indebita induzione a dare o promettere utilità, rivelazione di segreto d’ufficio, falso ideologico in atto pubblico. Tutto documentato da finanzieri e uomini della Capitaneria di porto palermitana tramite pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, acquisizioni d’atti falsificati. Ottenevano un’abilitazione “facile facile” anche i marinai che a bordo delle rispettive navi svolgevano delicate mansioni in materia di sicurezza: bastava frequentare degli speciali “pre-corsi” a pagamento. Una sorta di “pizzo” legalizzato: non meno di mille euro a testa, ma poi l’esame lo passavi senza problemi.
 
Cinque le persone finite ai domiciliari: il capitano superiore di lungo corso e componente della Commissione esaminatrice Giovanni Paterna, la docente dell’Istituto nautico e anche lei componente della Commissione esaminatrice Alessandra Scirò, il pensionato Leonardo Busalacchi in relazione all’attività svolta da impiegato civile dell’Ufficio direzione marittima della Capitaneria di porto di Palermo, il titolare del Centro di formazione “Studio De Santis” del capoluogo siciliano Francesco De Santis e il sindacalista e direttore di macchina Giuseppe Francesco D’Anniballe.

Lo studio De Santis, in particolare, previa autorizzazione del ministero per Infrastrutture e Trasporti svolgeva corsi di formazione marittima necessari per il personale che faceva poi richiesta d’abilitazione all’imbarco: d’accordo con i complici, “truccava” gli esami, che per gli interessati si trasformavano così in mera formalità.
 
Tra i destinatari delle altre 7 misure cautelari figurano poi il capitano di vascello e presidente della Commisssione esaminatrice Giosuè Messina, il sottotenente di vascello del Corpo delle Capitanerie di porto e segretario della stessa Commissione Flavio Gambino, il pensionato Antonio Lupo (già addetto alla Direzione marittima della Capitaneria), il componente della Commissione esaminatrice e direttore di macchina Giuseppe Tarantino, tutti e quattro destinatari di divieto di dimora sul territorio palermitano. Obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria per due docenti del Nautico (Annarita Iadanza e Alessandro Sofia, entrambi anche componenti della Commissione) e per la dipendente dello Studio De Santis Caterina Mondello.
 
Quanto ai provvedimenti di sequestro, sono stati apposti i sigilli alla sede dello Studio De Santis, il campo d’addestramento per marittimi di contrada Bellolampo, vari conti correnti, beni e immobili; rispetto a San Marino, sequestrata una società con sede legale all’ombra del Titano, intestata sempre a Francesco De Santis.
Stando agli investigatori, il patrimonio accumulato era del tutto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al Fisco.

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