Roma, medici di famiglia in pensione: in due anni saranno 400 in meno

IL FOCUS
Tra il 2018 e il 2020 a Roma e nel Lazio andranno in pensione 860 medici di famiglia. Il sistema che consente l'accesso alla professione ha precise regole: prevedono un tirocinio di tre anni dopo la laurea. Nel Lazio se ne sfornano 70 all'anno, è evidente che nel 2020, se non s'interviene, ci saranno in servizio molti meno medici di base rispetto a oggi: ne perderemo circa 400. Come mai? È vero che c'è anche una graduatoria da cui attingere, ma gli esperti sanno già che non è sufficiente. Vediamo più nel dettaglio i numeri su Roma: oggi sono in servizio circa 3.000 medici di famiglia. Molti di loro hanno 1.000 pazienti, ma c'è una parte consistente che raggiunge il tetto massimo di 1.500. Bene, esaminando i dati si scopre che tra il 2018 e il 2026, per ragioni anagrafiche, ci sarà il picco massimo di medici che vanno in pensione.

L'ADDIO
«Sono coloro che hanno aperto gli studi negli anni Settanta ricorda Pierluigi Bartoletti, leader di Fimmg di Roma e vicepresidente dell'Ordine dei medici , quando aumentarono notevolmente gli studi. Il problema è che molti di loro compiono 68 anni nei prossimi anni». Lasceranno la professione in 238 nel 2018, 288 nel 2019, 334 nel 2020, fino a raggiungere il picco massimo di 352 nel 2022. In totale sono 860: a ritmo di 70 preparati dai tirocini all'anno, anche comprendendo le graduatorie, resta un deficit di 400.

CONTROMISURE
Il direttore della cabina di regia della Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, conferma l'esistenza di affrontare il problema. Sta succedendo lo stesso in tutte le altre regioni d'Italia, a partire dall'Emilia-Romagna e dalla Lombardia, dove l'allarme è già stato dato. Ricorda D'Amato: «Noi abbiamo sollevato la questione alla Conferenza Stato regioni perché serve una risposta sistemica». «Da una parte c'è una graduatoria afferma Bartoletti con circa 1.500 nomi, ma già sappiamo che molti di questi colleghi hanno trovato differente sistemazione, per cui quelli veramente spendibili sono pochi. Dall'altra c'è la strada del tirocinio per medico di base, che dura tre anni, e che nel Lazio forma ogni anno 70 nuovi dottori». «Il sistema prima funzionava perché i numeri erano differenti analizza Bartoletti teniamo conto che nel 2015 andarono in pensione 99 colleghi, dunque c'è stata la possibilità di mantenere un equilibrio. Ora però è urgente intervenire».
C'è un altro nodo che va analizzato, anche senza citare banalmente capolavori della cinematografia italiana del passato: per molti laureati in medicina la prospettiva di diventare medico di base non è più allettante come un tempo.

LA PROFESSIONE
Osserva Bartoletti: «Tra i giovani, si punta maggiormente sulla specialistica o sulla possibilità di essere assunto in un ospedale. Per non parlare dei tanti che invece preferiscono andare all'estero». Facendo dei conti molti approssimativi, in media a Roma un medico di base con il numero massimo di pazienti (1.500) guadagna (una volta tolte le spese) circa 4mila euro al mese. Uno dei nodi è che ormai si è modificata la professione e, ad esempio, quello che un tempo era normale (la visita a domicilio), oggi è l'eccezione. Se davvero da qui al 2020 Roma perderà circa 400 medici di base, significherà che molti altri studi dovranno arrivare al massimale di 1.500 pazienti. Banalmente: il rapporto medico-paziente diviene sempre più anonimo e soprattutto il cittadino si troverà a dovere scegliere uno studio lontano da casa.
 

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