Giravolta M5S: in lista anche gli indagati maxi-multa a chi lascia

«Per poterci presentare alle elezioni ci siamo dovuti dotare di un nuovo Statuto e di un nuovo Codice Etico», a parlare è Luigi Di Maio che apre ufficialmente sul blog di Grillo la corsa elettorale e le parlamentarie online a cui «ache io mi sottoporrò», dice. Di Maio da rappresentante legale della nuova associazione M5S si occuperà di tutti gli aspetti più rilevanti: la presentazione delle liste, il simbolo che finora era di proprietà esclusiva della prima associazione M5S (quella presieduta da Grillo a Genova e dove Di Maio non ha trovato posto), il programma e la definizione della squadra di governo. Per presentare le proprie candidature c'è tempo fino al tre gennaio (il voto per le parlamentarie sarà a metà mese) e tra le novità pubblicate ieri su blog sparisce il divieto di fare alleanze e porte aperte agli indagati che potranno candidarsi a meno che, nell'inchiesta in cui sono coinvolti, non emergano «elementi idonei a far ritenere la condotta lesiva dei valori, dei principi o dell'immagine del M5S, a prescindere dall'esito del procedimento». Grande apertura anche alla società civile: «Voglio fare un appello a tutti i cittadini di grande competenza ed esperienza - ha scritto Di Maio - che sono stati esclusi dalla cosa pubblica perché al loro posto venivano piazzati i burocrati di partito. A queste persone chiediamo di iscriversi al M5S e di mettersi al servizio di un sogno». Nelle pieghe del regolamento per candidarsi ci sono anche norme più prosaiche per chi intende correre con il simbolo del M5S: non aver mai partecipato a elezioni di qualsiasi livello, né aver svolto un mandato elettorale o ricoperto ruoli di amministratore e/o componente di giunta o governo, con forze politiche diverse dal M5S a far data dal 4 ottobre 2009.

LA PENALE
E poi, pagare centomila euro di multa se una volta eletti si abbandona il gruppo M5S, obbligo di dimissioni se si è espulsi o si dissente dalla linea ufficiale e versamento di 300 euro mensili per la manutenzione dei siti legati al M5S e curati da Casaleggio Associati. Davide Casaleggio ieri è apparso accanto a Di Maio in Lombardia, a Gorgonzola. L'imprenditore milanese non ha alcuna carica nel nuovo statuto M5S ma come è noto («Davide Casaleggio lo conoscete tutti», lo ha presentato così ieri Di Maio) sovrintende tutta la parte delle votazioni online dell'assemblea degli iscritti e della comunicazione pubblica e politica caratteristica del M5S, ovvero «le piattaforme tecnologiche che supportano l'attività dei gruppi e dei singoli parlamentari e consiglieri». Sarà obbligatorio per gli eletti usare il sito Rousseau. L'associazione Rousseau di cui Casaleggio jr è presidente e tesoriere, la quarta per la precisione che gravita attorno al mondo M5S, si occupa già di questo e nel nuovo regolamento si sono voluti semplicemente ufficializzare i contributi economici che già i regionali e gli eurodeputati versano per i siti progettati e gestiti da Casaleggio. «Non penso», ha risposto ieri lui quando gli hanno chiesto se il M5S stesse diventando un partito tradizionale. Il vincolo di mandato e la multa sono incostituzionali si dirà, ma stavolta i vertici del M5S dicono di aver trovato il modo per inchiodare gli infedeli o quelli che usano le elezioni come taxi per entrare in Parlamento. Espressione ieri ripetuta con disprezzo da Luigi Di Maio e che appartiene all' inventore della multa, Antonio Di Pietro, da cui il M5S ha copiato il meccanismo: farsi pagare come «indennizzo per gli oneri sostenuti in campagna elettorale dal M5S» per fare eleggere il dissidente. Altri vincoli stringenti per gli eletti sono l'obbligo di votare la fiducia ai governi espressione del M5S, obbligo di dimissioni in caso di espulsione e lo stop alla parentopoli, incarichi anche gratuiti a conviventi e parenti di secondo grado.
 

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