Banca Etruria, tensioni su Ghizzoni. E M5S: sentire anche Draghi

L'INCHIESTA
ROMA Dopo essersi distratti - a differenza di Andrea Augello - mentre il procuratore di Arezzo annuiva con la testa alla domanda se il cda di Etruria fosse indagato, i grillini ieri hanno provato a riprendere in mano la situazione organizzando un sit-in davanti San Macuto.
LA PRIMA
Nel palazzo la Commissione d'inchiesta era riunita dal pomeriggio per audire Roberto Nicastro , ex presidente-ponte delle quattro banche nate dalla risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e CassaChieti. A seguire l'ufficio di presidenza che doveva stabilire il calendario dei lavori e che invece ha rinviato a oggi pomeriggio la decisione. Nodo del contendere l'audizione dell'ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni, al quale - secondo alcune ricostruzioni - si sarebbe rivolta Maria Elena Boschi per salvare Banca Etruria e del governatore della Bce Mario Draghi. Sulla prima audizione è il Pd a frenare mentre l'opportunità della convocazione di Draghi viene valutata con scetticismo anche da Forza Italia e dal presidente stesso della Commissione, Casini.
A raccontare come intende procedere l'ufficio di presidenza provvede Renato Brunetta al termine della riunione spiegando che oggi il presidente Casini «farà una proposta divisa in due: un pacchetto su cui c'è consenso che prevede le audizioni di Visco, Vegas, Apponi, Barbagallo e Padoan a cui si aggiunge anche la richiesta di audire Maria Cannata, l'ad di Deutch Bank e il vice procuratore della Corte dei Conti. Queste audizioni - aggiunge il capogruppo azzurro - si svolgeranno entro il 17 dicembre. E poi c'è un secondo pacchetto, con le proposte di tutti i gruppi. Un pacchetto più caldo, su cui c'è opinione comune di non porre veti». Ed infatti nella riunione Mauro Maria Marino (Pd) non avrebbe posto un veto esplicito sul secondo pacchetto che comprenderebbe Ghizzoni, Draghi, ma anche il patron della popolare di Vicenza Gianni Zonin, Vincenzo Consoli ex di Antoveneta, il presidente del Venato Zaia e il procuratore di Treviso. «Nessun veto su nessuno», sostiene Matteo Orfini, smentendo ostacoli da parte del Pd alla convocazione dell'ex ad di Unicredit. Obiettivo dei Dem è quello di non limitare il lavoro della Commissione alla sola Banca Etruria come invece rischia di avvenire qualora dovesse anche essere richiesta di nuova la convocazione del procuratore di Arezzo Roberto Rossi accusato di non aver detto che il cda di Etruria era indagato e che ha risposto allegando il verbale della sua audizione. Dal verbale emerge una risposta sicuramente poco esplicita da parte del procuratore ma che commissari un po' più attenti avrebbero dovuto comprendere: sì, il padre della Boschi e tutto il cda di Etruria sono indagati.
IL PASSO
Resta il fatto che il tempo a disposizione della Commissione, prima della fine della legislatura, è scarso. Poco più di due settimane rischiano di non bastare per far luce su tutti i crack bancari. In agenda, per ora, ci sono le audizioni del presidente della Consob Vegas, del ministro dell'Economia Padoan e del governatore di Bankitalia Visco. Oggi la Commissione ascolterà esponenti di associazioni di risparmiatori della credito Cassa di Risparmio di Ferrara e Banca delle Marche.
Marco Conti
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