Ama, la retromarcia della Raggi: «Via i privati da pulizia e raccolta»

Contrordine, i privati non potranno più entrare nella gestione della pulizia della città, né occuparsi di servizi specifici come la raccolta porta a porta in alcuni municipi della Capitale. Tutto sarà affidato all'Ama che, a sua volta, resterà al 100 per cento di proprietà del Campidoglio, bloccando ogni possibile apertura al mercato o ingresso di operatori privati nel capitale sociale della municipalizzata. Mentre in città i cassonetti sono ancora stracolmi, in attesa che partano i primi trasporti di rifiuti verso l'Emilia, la giunta pentastellata decide una brusca e improvvisa inversione di marcia rispetto alle riforme avviate nel 2015 dall'amministrazione guidata da Ignazio Marino, che prevedevano un progressivo ingresso di imprese esterne nel settore ambientale romano, sgravando l'azienda di via Calderon de la Barca di compiti che evidentemente sopporta con sempre maggiore difficoltà.

LA SCELTA
La svolta, ancor più clamorosa in un momento di grave criticità per il sistema dei rifiuti della Città eterna, è arrivata nell'incontro di ieri - tra l'assessore capitolino all'ambiente Pinuccia Montanari, il presidente della commissione ambiente Daniele Diaco, i vertici dell'Ama e il rappresentanti di Fp-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel - al termine del quale i sindacati si sono sostanzialmente impegnati a revocare lo sciopero, annunciato per la fine di gennaio, dei dipendenti della municipalizzata. Ma la decisione rischia di riportare indietro di tre anni l'orologio della gestione del settore ambiente a Roma. Nel verbale di accordo firmato ieri da tutti i partecipanti all'incontro si precisa, infatti, che l'amministrazione capitolina «conferma la propria volontà a mantenere l'assetto societario di Ama spa completamente pubblico».

GLI AFFIDAMENTI
Non solo, il Comune si impegna formalmente a intervenire entro due mesi sulla delibera approvata dall'assemblea capitolina nel 2015, «eliminando gli articoli che si riferiscono alla possibilità di privatizzare interamente attività istituzionali dell'azienda in ambiti territoriali specifici». Il primo obiettivo del provvedimento dell'amministrazione Marino era, infatti, affidare a imprese e cooperative private il servizio di spazzamento di strade e piazze di alcuni municipi: a partire dal I (centro storico-Prati) e dal II (Parioli-Salario-San Lorenzo).

LA RACCOLTA
Gli effetti pratici della retromarcia della giunta di Virginia Raggi non si faranno attendere. Nell'intesa siglata ieri è previsto anche che l'Ama «si impegna a revocare nell'immediato, con decorrenza 8 gennaio 2018, l'affidamento temporaneo sino al 31 gennaio 2018 della raccolta differenziata presso le utenze domestiche» dei municipi IV, VI, IX, X e XV. Proprio quell'atto che, aprendo materialmente la porta ai privati, aveva generato lo stato di agitazione dei sindacati, con tanto di minaccia di sciopero per fine gennaio. «Speriamo che si volti definitivamente pagina e che ci si possa concentrare sul miglioramento dei servizi ai cittadini e delle condizioni di lavoro degli operatori», commenta il segretario della Fp Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola. Mentre l'assessore Montanari giudica «molto positivo», l'esito dell'incontro.

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