Roma, addio al giudice Imposimato: seguì dal terrorismo, al caso Moro, all'attentato a Wojtyla

È morto stamani al Policlinico Gemelli di Roma Ferdinando Imposimato. Nato a Maddaloni (Caserta) il 9 aprile 1936, magistrato dal 1964, Imposimato come giudice istruttore aveva seguito indagini particolarmente delicate, da quelle sull'attentato al Papa al processo sul caso Aldo Moro. 

Sia nel suo lavoro di magistrato, sia, come autore di libri di approfondimento, è stato il primo a citare le presunte connessioni del terrorismo italiano con i servizi segreti israeliani e la presenza nel caso Moro del Kgb. Tra le indagini più controverse istruisce le indagini sulla morte di Michele Sindona, il banchiere siciliano legato a Cosa Nostra, accusato di bancarotta fraudolenta per il fallimento di banche italiane e straniere (la Franklin Bank di New York).

Nel 1987 è stato eletto al Senato come indipendente di sinistra nelle liste del Pci, nel 1992 fu eletto alla Camera e poi nel 1994 di nuovo al Senato. Dopo anni di assenza dal dibattito politico, recentemente, con una scelta da più parti considerata inspiegabile, si era avvicinato al Movimento cinque stelle che lo aveva anche candidato al Quirinale nel 2013. La simpatia con M5S era rimasta anche negli anni successivi.  




 

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